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In questa pagina
é contenuto il diario dell'avventura con le notizie sulla corsa
di Stefano nel deserto e informazioni sulla spedizione.
Nella pagina del diario giornaliero é riportata la posizione geografica
rilevata mediante l'uso del terminale GPS portatile per la localizzazione
satellitare. Attraverso le mappe visualizzate dal programma Google
Earth, é stato possibile seguire in diretta le principali
tappe nel deserto.
Google Earth é un programma
gratuito scaricabile da questo indirizzo: http://earth.google.com/download-earth.html
Le prime coordinate di questa avventura.
| Località
di partenza: Farafra (Egypt) Coordinate (LAT N, LON E): 27°05',27°97' Google Earth: coordinate automatiche .kmz Condizioni meteorologiche: In tempo reale |
Località
di arrivo: Siwa (Egypt) Coordinate (LAT N, LON E): 29°12',25°32' Google Earth: coordinate automatiche .kmz Condizioni meteorologiche: In tempo reale |
| 18 gennaio 2006 | Brescia,
Ore 5:45. Siamo partiti alla volta dell'aeroporto. Il furgone che ci trasporta
a Milano é ultra carico. La cassa di legno preparata da Stefano per
il trasporto delle sue attrezzature riempie da sola il bagagliaio. Provate
a muovervi in viaggio con un oggetto grande come un tavolo e pesante come
una persona (130x80x80 cm - Peso 55 Kg). Spero Stefano non chieda al check-in
di imbarcarlo comer "bagaglio a mano". Il tubo che che contiene
le bacchette per correre e i due tiranti del carretto è lungo 2,5
metri. Con questo materiale di certo non passeremo innosservati. All'aeroporto siamo arrivati in tempo, anche se abbiamo incontrato le solite code in autostrada a Bergamo, in tangenziale a Milano e verso la Malpensa. Nel deserto il viaggio sarà decisamente meno stressante e certamente meno pericoloso. Giunti all'aeroporto abbiamo incontrato da subito qualche difficoltà. La porta di ingresso all'aeroporto era troppo stretta per fare entrare il grande bagaglio posto sul carrello. Smontiamo tutto dal carrello, portiamo dentro la cassa a mano facendola entrare di traverso. Stefano, da persona educata, ha provato a fare la fila accompagnando il suo carrello. Dopo pochi istanti un assistente di terra ci é venuto incontro e ci ha fatto accomodare ad un desk riservato. Il pericolo di schiacciare qualche persona con la cassa di Stefano era altissimo. Grazie all'over-size abbiamo saltato una lunga coda di persone ed abbiamo evitato di ferire qualcuno. Il decollo è avvenuto regolarmente alle 11:00 circa ed il viaggio, salvo un pò di turbolenza all'altezza della Libia, é risultato tranquillo.... anche se Stefano non gradisce molto il movimento in aria. Molti sanno che preferisce stare con i piedi bene a terra. Con una certa frequenza infatti sbuffa e si percepisce un pò la tensione che ha dentro: un pò per l'impresa che lo attende tra pochissimi giorni, un pò per il viaggio in aereo. Atterriamo a Il Cairo dopo esattamente tre ore di viaggio. Qui ora sono le 15:00 (14:00 in Italia). Scendiamo a terra e ci apprestiamo a ritirare i bagagli. Le nostre attrezzature arrivano regolari, anche se troviamo la cassa di Stefano posta in verticale. In mezzo all'aeroporto sembra essere un "sarcofago". Ci apprestiamo ad uscire dall'aeroporto con il grande bagaglio posto su un piccolissimo carrellino. Un ufficiale si inserisce tra noi e l'uscita. Dobbiamo mostrare i documenti e ci chiede educatamente di mostrare il contenuto della cassa ...... era abbastanza scontato! Arriva un manovale con mazza e scalpello e tenta di avvicinarsi alla cassa per aprirla.... Non immaginate che cosa può avere detto Stefano a quell'individuo che, senza conoscere una parola di italiano, si é allontanato improvvisamente dal sarcofago a gambe levate. Fortunatamente il nostro coltellino multuiso dispone di un levachiodi e una pinza... Apriamo la cassa, mostriamo al poliziotto della dogana lo speciale carretto di alluminio, le ruote simili a quelle di una mountain-bike, le stecche adibite al traino, il computer, la macchina fotografica, .... Spieghiamo al personale le ragioni di questo "strano materiale" e la nostra spiegazione rende forse ancora più difficile giustificare il contenuto. Ci guarda, sorridee ci lascia andare dicendoci OK. L'ultimo suo sorriso di congedo ci lascia pensare che ci ha preso per matti. All'uscita incontriamo Mohamed, il nostro primo autista. Una persona bassa, paciosa e molto simpatica che ci accompagna alla jeep per il primo trasferimento a Baharia. Con nostro profondo stupore, in mezzo a tante vetture nuove parcheggiate troviamo una Peugeot 504 di almeno 30 anni. Ci aspetta un viaggio di circa 5,5 ore a bordo di questo mezzo. Terminato il carico della cassa sul tetto della vettura, entriamo nell'auto e con questo movimento scopriamo una nuova dimensione, design d'altri tempi, un nuovo modo di vivere un automobile. Il cruscotto é tutto un filo! Lo specchietto retrovisore é autocostruito é occupa l'intera lunghezza del parabrezza, l'autoradio sembra ereditato dall'ACE rossa di Stefano (ndr. Autobianchi A112 = la prima macchina posseduta da Stefano)... che, quando aveva 18 anni, era già vecchissimo, gli spazi interni "antiuomo", il tassametro é una specie di contatore dell'elettricità dell'ENEL, il passamano (non ci crederete), é un tondino di acciaio che corre tutto intorno al tetto dell'auto. Quest'ultimo forse fungerà anche da roll-bar in caso di incidente, i sedili sono rivestiti di pelo: tutte cose viste nei film comici. Iniziamo una lunga maratona lungo le strade de Il Cairo. Imbocchiamo la prima. Sembra un'autostrada. E' composta da ben 5 corsie di marcia. Il traffico sembra anche scorrevole, ma ci accorgiamo da subito che c'è un modo molto particolare di interpretare la guida. Nessuna regola, nessuna precedenza, nessun limite di carico dei veicoli, .... nulla di nulla di quello a cui siamo abituati. Ci supera a destra un camioncino d'epoca con un carico alto più del triplo della sua altezza; sfida ogni regola della fisica insegnataci a scuola. Stefano, seduto davanti, si gira e mi dice: "Io 4-5 ore così non resisto. Adesso gli sottraggo il volante. Guido io". Non ha tutti i torti. Oltre alla guida sconsiderata degli automobilisti che incontriamo (compreso il nostro), Stefano é letteralmente incastrato tra il sedile e il "cruscotto". La lunghezza delle gambe di Stefano non va d'accordo con gli spazi della vettura. Io non ho a disposizione tanto di meglio, però posso stare di traverso in mezzo ai bagagli. L'avventura é un pò anche questa. Vediamo più avanti un rallentamento dei veicoli che ci precedono. Ci spostiamo sulla sinistra per superare una sagoma posta nella corsia centrale della strada (ndr. quella che dovrebbe essere riservata ai veicoli che si spontano ad una velocità di 100 Km/h o equivalente). Ciò che ostacola il procedere dei veicoli su questa superstrada è un carrettino di legno trainato da un asino. Trovano posto sul carretto, fieno, casse, bambini, una donna e l'autista. Chissà quale sarà il costo del biglietto per questo veicolo!!! Ci sembra di vivere qualche cosa di surreale. Lo superano a destra e sinistra, TIR, vetture, moto, sfrecciando a forte velocità. Lui si muove sulla strada in tutta tranquillità. Durante il viaggio ne incontreremo molti altri di questi strani veicoli a due ruote trainati da asini. Sono oramai le 17:15 (ora locale) ed il sole sta già tramontando. Le case sono un ammasso di mattoni che a terra, formano una città costruita senza regole. Ci chiediamo se siamo noi a vivere in un mondo "alterato" o sono gli abitanti di questa città a essere spontaneamente "fuori". La cosa che nota anche Stefano é l'assenza di colore nelle case. Sembrano tutte incompiute, eppure hanno chissà quanti anni. Nessun intonaco. Le strutture in cemento armato che sostengono questi palazzi é anch'esso privo di intonaco. E' come vedere un essere umano senza pelle: solo carne ed ossa. Lo scenario che troviamo di fronte a noi é una distesa di questi palazzi, composti anche da 12-13 piani. I rari edifici che vediamo essere terminati sono le loro "chiese". Strutture perfette, immacolate, costituite con forme regolari, ben colorate. Le uniche case private colorate, sono quelle che ospitano cartelloni pubblicitari. Gli spazi pubblicitari sono dei veri e propri affreschi. Il colore avanzato per lo sfondo della pubblicità é stato usato per colorare il resto dell'edificio. In lontananza, proseguendo lungo la strada, vediamo svettare tre piramidi. Sono enormi, maestose, affascinanti. Il contrasto tra le case che vediamo e le piramidi é fortissimo. Il paesaggio, man mano che ci allontaniamo da Il Cairo cambia in modo significativo. Incontriamo dei quartieri residenziali, dove le case hanno una forma simile a quella alla quale siamo abituati. Anche la strada ora ha cambiato forma. Le 5 corsie delle strade de Il Cairo si sono trasformate in una strada mono-corsia a doppio senso di marcia..... Le poche automobili che incontriamo si segnalano-salutano a vicenda in molto strano. Gli autisti si avvertono a vicenda, o si salutano, usando gli avvisatori sonori, le frecce, si spengono i fari dell'auto, si accendono gli abbaglianti, si spengono ancora, e così fino a chè si é incrociato l'altro veicolo. Il tutto dura anche qualche minuto se nella notte il veicolo viene avvistato a qualche Km di distanza. La cosa strana è che si usano gli i fari abbaglianti anche in prossimità del veicolo che si incrocia,..... così si acceca il guidatore opposto! Un modo tutto strano di augurare buon viaggio alle persone. Incontriamo anche due camion che non si risparmiano di usare i fari di potenza posti al di sopra della cabina di guida. Più avanti io mi addormento cullato dal movimento dell'auto e ipnotizzato dalla musica egiziana proveniente dall'autoradio di Mohamed. Stefano resta vigile per fare compagnia al nostro autista. Nei brevi momenti in cui mi sveglio, sento Stefano scambiare qualche parola con Mohamed. Sono tutte domande del tipo: Mohamed-Stop-Restaurant? Mohamed-Stanco-Tired? Mohamed-Time to Baharia? Momhamed-go-slow! Mohamed-va-piano! Mohamed-OK? Mohamed-set-drè-a-fà? Mohamed-I drive-guido-Io? Mohamed sorride ad ogni parola di Stefano. Non parla una parola di italiano ma capisce,..... lo speriamo molto....., un pò di inglese. Durante il viaggio ci fermiamo una sola volta. Mohamed deve espletare alcuni bisogni fisiologici. Prende con se anche una bottiglietta d'acqua. Pensiamo gli é venuta sete. Gli servirà per lavarsi le mani e l'...... Appena rientra in auto ci offre educatamente l'acqua contenuta nella stessa bottiglietta usata per lavarsi esclusicvamente le parti intime. Altrettanto educatamente Stefano ringrazia ma non accetta. Stefano dice: "Non Mohamed, grazie, I'm OK". Sono certo che Stefano avesse una sete bestiale... Ma il pensiero di cosa aveva visto quell'acqua lo preoccupava leggermente. Dopo questa breve sosta, riprendiamo il nostro viaggio verso Baharia. Ci muoviamo immersi nel buio. Le uniche luci che scorgiamo appartengono alla nostra auto. Il cielo é completamente limpido e colmo di stelle. Si vede chiaramente anche la luna che é quasi piena. Nel tragitto incontriamo due insediamenti "urbani" che si scorgono in lontananza per il chiarore in mezzo al buio più totale. Il resto del viaggio sarà illuminato dalla luna, dalle stelle e accompagnato dalle musicassette scelte da Mohamed. Dopo 5 massacranti ore arriviamo finalmente all'oasi di Baharia. All'Hotel veniamo ricevuti da Khaleb, dai suoi collaboratori. Khaleb é la guida che mi scorterà in jeep fino a Siwa e che darà i punti GPS a Stefano per la sua marcia. Ceniamo sotto le stelle e verso le 10, distrutti per il viaggio, andiamo a dormire. Questa é la penultima notte che dormiamo sotto un tetto. |
| 19 gennaio 2006 | La
sveglia é alle ore 9:00. Il sole é sorto molto presto e la
giornata é stupenda. E' Stefano a chiamarmi. Lui é sveglio
dalle 5:00 del mattino. La tensione si fa sentire e si manifesta anche in
questo modo. Terminata la colazione a base di Tea nero, frutta e il pane
arabo (una sorta di piedina), Stefano si appresta a preparare il carretto,
montando le ruote, e versando in sacchetti tutto il cibo. In questo modo
cerca di alleggerire il più possibile il peso facendo spazio alle
scorte d'acqua. Queste ultime gli serviranno a sopravvivere in completa
autosufficienza per tutta la settimana. Visitiamo accompagnati da Khaled
il giardino intorno alla sua casa. Qui coltiva piante di arancio, limone,
fico, mango, banana ed una varietà di altre piante viste durante
il viaggio in Libia alla stessa latitudine. Dopo la colazione proviamo le
principali apparecchiature elettroniche. I telefoni satellitari, il GPS,
la macchina fotografica, il computer, .... Tutto sembra funzionare alla
perfezione. Oggi pomeriggio visiteremo un pò la zona desertica qui
intorno a Baharia per farci una idea delle caratteristiche del terreno.
Stefano si allenerà per circa un ora, provando il terreno che incontrerà
nel corso dei prossimi giorni. Alle 13:00 pranziamo insieme con Khaled e
i suoi aiutanti. Gustiamo un ottimo pasticcio di melanzane, olive, insalata
di pomodori, frutta ed altre verdue. Durante il pranzo parliamo con Khaled
della vita in Egitto. Conosciamo il numero di abitanti de Il Cairo: 20.000.000
di persone. Una città con un numero di abitanti cento volte più
di Brescia. Solo ora cominciamo a comprendere la ragione di un così
elevato numero di abitazioni e della loro forma. Non fanno in tempo a costruire
un edificio che devono subito iniziarne uno nuovo per ospitare altre centinaia
di persone. La partenza da Baharia per il deserto é prevista per le 7:00 di domani mattina. Ci aspetta un nuovo trasferimento di 3 ore circa verso l'oasi di Farafra. Impiegheremo un paio d'ore per organizzare le attrezzature di Stefano. Intorno alle 12:00 (ora locale) é prevista la sua partenza per il "Gran Mare di Sabbia". Il primo giorno é previsto un tragitto di Stefano in direzione Ovest per circa 150 Km. Lungo questo percorso Stefano dovrà scavalcare numerose dorsali dunarie prima di dirigersi verso nord, in direzione Siwa. Questo primo tratto di strada sarà probabilmente il più difficile a causa del peso totale delle scorte e dall'elevato numero di dune da attraversare. Stefano pesa poco più di 80 Kg. Il suo carretto quasi 90 Kg. Khaled ha già anticipato a Stefano che questo tratto del Gran Mare di Sabbia é composto da sabbia molto soffice che metterà a dura prova il fisico e la preparazione atletica di Stefano. In questi primi due giorni sono stato un pò prolisso nella descrizione. Durante l'attraversata sarò in grado di trasmettere solo i dati che Stefano mi comunicherà via satellite. Un saluto a tutti quelli che ci seguono. Ci sentiamo durante il nostro prossimo collegamento satellitare. Punto partenza, Baharia, coordinate automatiche .kmz |
| 20 gennaio 2006 | |
| 21 gennaio 2006 |
Per
problemi con il collegamento satellitare, non siamo riusciti ad effettuare
l'aggiornamento della pagina di ieri. Stefano questa mattina si é
svegliato presto, prima del sorgere del sole. Alle 6:50 riparte per il
suo viaggio dopo aver percorso ieri ben 37 Km. Nella mattinata di oggi
lo abbiamo intravisto due volte. Procede a velocità differenti,
a causa del terreno del deserto molto soffice che in alcuni punti risulta
compatto. Anche noi a bordo delle jeep abbiamo difficoltà a muoverci.
Insabbiamo i mezzi per ben due volte. Immaginatevi lo sforzo che deve
compiere Stefano per superare i tratti di sabbia morbidi, trainandosi
un carretto del peso di circa 90 Kg. Alle ore 12:00 di oggi Stefano ci
informa di aver superato i 36 Km. di tragitto che vanno aggiunti ai 37
Km. di ieri. In totale, nel primo giorno di marcia Stefano ha superato
una distanza di circa 80 Km. La guida che mi accompagna, Mr. Khaled, mi
dice che già questo é un "miracolo". Lui conosce
questo deserto da quando aveva 12 anni e non ha mai visto niente di simile.
Stefano si concede una sosta per mangiare, bere, e riposare i muscoli
in questa posizione geografica: |
| 22
gennaio 2006 ULTIMO AGGIORNAMENTO |
Nella
notte il vento ci ha svegliato più di una volta... ma sbirciando
fuori dal nostro sacco a pelo e vedendo il cielo stellato e la luna ancora
alta ci siamo resi conto che potevamo dormire ancora qualche ora. La sveglia
di oggi é avvenuta comunque presto, alle ore 4:30 circa. Giusto
il tempo per smontare la tenda, mangiare almeno noi qualche cosa di caldo
e abbiamo ripreso la marcia alle ore 5:15 in punto. Stefano, rispetto
alla nostra colazione, si é preparato da solo alcune "porcherie":
beveroni di acqua fredda, frutta secca, sali minerali, zucchero, etc....
il tutto al sapore di vaniglia e cacao. Siamo convinti, lui stesso lo
ammette, che invidia la nostra "povera alimentazione": verdura
bollita, minestrina, tea, pollo, formaggini, frutta, olive, .... |
| 23 gennaio 2006 | La
giornata di oggi é iniziata alle ore 6:00. La solita colazione frugale
dello staff al seguito di Stefano, mentre lui si prepara da solo i suoi
beveroni. Il vento nella notte ha soffiato molto forte e nella mattina non
si é placato. Alle ore 18:30 della giornata, Stefano ha percorso
80 Km. Il suo umore é buono. I suoi piedi non peggiorano. Le energie
sono ancora sufficienti a muoversi ad una velocità media di 6 Km/h.
Il terreno incontrato oggi é stato migliore rispetto ai primi due
giorni di marcia. Stefano, a fine serata, si accampa vicino a noi. Tira fuori il suo sacco a pelo e cena con il solito beverone. Stefano ci rivela che ha problemi di alimentazione. Non sopporta più il cibo che é diventato per lui oramai nauseabondo. Ci spiega che durante uno sforzo così prolungato il suo stomaco si restringe sempre più. Per fortuna é di bocca buona quindi si caccia in gola quello che trova nel marsupio e nel carretto: latte condensato, qualche scaglia di parmigiano, noci, datteri ed innaffiato il tutto da un liquido al sapore di vaniglia.... ovviamente tutto rigorosamente insieme nella sua bocca..... Un bel pastone! Andrebbe premiato dal sig. Vissani, noto cuoco italiano, per avere scoperto nuovi accostamenti di sapori. A parte gli scherzi, durante lo sforzo per degluitire un boccone ci mette anche 10 minuti. Punto della sosta di Stanotte, 23-01, coordinate automatiche .kmz |
| 24 gennaio 2006 | Tutto
il testo qui sotto riportato é postumo all'arrivo a destinazione
di Stefano. Per problemi con i collegamenti satellitari e un successivo
guasto elettrico al sistema di ricarica dei nostri PC, non abbiamo potuto
aggiornare il sito e fornire in tempo reale le notizie di questa avventura.
Ci scusiamo per il disguido. Stefano riprende la marcia alle ore 6:00 e termina la giornata percorrendo altri 70 Km. Si ferma alle ore 18:00 circa. Ci rivela che i piedi sono sempre peggio e doloranti. Le scorte di acqua sono appena sufficienti per altri due giorni di marcia. Oggi Stefano ci racconta é stato raggiunto da un fuoristrada con a bordo un militare. Khaled, la nostra guida, parlerà con il militare nel corso della giornata e ci fa sapere che le tracce di Stefano e del suo carretto hanno insospettito la scorta citata. Questo fatto insolito ha fatto deviare il percorso di questo mezzo di alcune decine di Km. per vedere chi aveva lasciato sulla sabbia quella insolita traccia: due orme di piedi, due orme di bastoncini e due strisce di ruote. Fino ad oggi le uniche orme tracciata in un deserto e note alle guide ed ai militari sono quelle delle vetture e delle moto. Khaled ci rivela che il militare, se non avesse ricevuto poco dopo le sue rassicurazioni circa l'impresa, avrebbe fermato Stefano e probabilmente arrestato la sua corsa definitivamente. In questo deserto infatti le autorità concedono l'ingresso solo a turisti accompagnati. A fine giornata ci rivela una sua nuova ricetta per spezzare la monotonia dei pasti. "Essendo stufo dei soliti sapori, quindi cioccolata, anacardi, datteri e grana, ho preso mezzo litro di acqua fredda e l'ho messo in un barattolo contenente i residui dei pasti precedenti dall'inizio della corsa (ndr. barattolo mai lavato per risparmiare rigorosamente l'acqua). Vi ho aggiunto grana finemente tritato con l'uso dei denti. Il tutto l'ho mescolato e riscaldato nel sacco a pelo. Giunta a temperatura corporea, ho gustato il tutto. Davvero una buona minestrina!". Un'altra chicca per i maestri di cucina. Dopo cena si é infilato nel sacco a pelo e si é addormentato lentamente, avvolto tra i due mari del deserto: sopra quello di stelle e sotto quello di sabbia. Punto della sosta di Stanotte, 24-01, coordinate automatiche .kmz |
| 25 gennaio 2006 | La
giornata si é presentata a Stefano subito difficoltosa. Durante la
notte ha iniziato a spirare un forte vento proveniente da nord-ovest e non
ha cessato per tutta la giornata. Caso vuole che Stefano abbia perso gli
occhiali poco prima della partenza e si é messo in cammino, privo
di protezione per gli occhi contro la sabbia. Una bella sfortuna! Nella
giornata marcia per circa 12 ore e percorre altri 80 Km. circa. Stefano
nella giornata precedente aveva pensato di abbandonare il carretto ed aveva
comunicato anticipatamente anche questa strategia in quanto il terreno incontrato
sarebbe stato più morbido. In realtà dopo alcune prove fatte
prima della partenza, il peso accumulato nello zaino sarebbe diventato troppo
gravoso per la sua schiena e..... in fine dei conti.... gli dispiaceva abbandonare
il suo unico compagno d'avventura. Ha deciso quindi di tenere duro e tirare
il carretto fino alla fine della marcia nel deserto. Punto della sosta di Stanotte, 25-01, coordinate automatiche .kmz |
| 26 gennaio 2006 | La
giornata di marcia inizia alle ore 6:00 e termina alle ore 11:30 dove il
deserto chiamato Gran Mare di Sabbia si interrompe contro un plateau di
rocce chiamato Wadi Sadi. In questo punto la cartina nazionale utilizzata
dalla guida Khaled, indica la fine di questo deserto. Stefano arriva correndo
incontro a noi, e ad attenderlo per festeggiarlo trova Nicola, Khaled, Mansur
e Sciaba. Questi ultimi gli dedicano una ballata locale con tanto di canti
popolari e suono di tamburi. Ovviamente Stefano, commosso per l'evento,
ha danzato insieme ai nuovi Amici. In 5 giorni, 23 ore e 30 minuti, Stefano
diventa il primo essere umano ad avere attraversato il Gran Mare di Sabbia
a piedi, in completa autosufficienza. |