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Questa pagina contiene un breve diario del viaggio.

5 dicembre 2003 Partenza da Brescia alle 4:00 AM, con volo aereo Milano-Tripoli. Scalo tecnico a Roma Fiumicino. La partenza da Milano Linate per Roma é avvenuta in orario alle ore 6:30. A Roma abbiamo fatto scalo tecnico e siamo ripartiti con 1 ora di ritardo. Siamo arrivati a Tripoli perdendo la coincidenza per SEBHA. Pertanto siamo alloggiati presso un Hotel in attesa del volo di trasferimento di domani mattina previsto per le ore 9:00.
Siamo spiacenti di comunicare a tutti che, a causa di una restrizione delle Autorità locali, siamo temporaneamente impossibilitati a ricevere telefonate, SMS ed aggiornare il sito (adesso lo possiamo fare perchè utilizziamo una linea telefonica dell'albergo). Le Autorità aeroportuali infatti ci hanno confiscato il telefono satellitare, adducendo strane ragioni. Ci verrà restituito al nostro rientro in Italia. Per ora ripieghiamo sui telefoni satellitari di scorta e sulla strumentazione di back-up prevista dal lungimirante tecnico. Stiamo tutti bene, in primis l'atleta che oggi ha potuto riposare dopo aver trascorso una giornata un pò "in gabbia" allacciato alle cinture di sicurezza degli aerei presi. Per domani é previsto l'arrivo a GERMA per le 10:45 ove ci attenderanno i TUAREG per fare un briefing di organizzazione e spostarci all'indomani direttamente al COL D'ANAY. Salteremo quindi un campo tendato, dei due previsti prima della partenza.
6 dicembre 2003 Siamo riusciti a recuperare un nuovo telefono satellitare, pertanto possiamo essere raggiunti via SMS e possiamo pubblicare la nostra posizione di viaggio. Oggi Stefano ha avuto il primo contatto con il deserto del Sahara, ha provato l'attrezzatura e si ambientato al clima del territorio. Durante l'allenamento, avvenuto nel deserto in prossimità della località di UBARI, due sciacalli magri e affamati hanno accompagnato l'insolito "compagno di sabbia". Sono bastati pochi minuti di compagnia per fare capire alle simpatiche bestioline che "l'altro animale con racchette e bastoncini" era abbastanza pericoloso e se la sono data a "zampe levate".
Rispetto al programma iniziale, che prevedeva l'attraversamento del deserto del Murzuq da ovest in direzione Nord-est fino alla città di Murzuq, a causa dell'inversione di direzione del Ghibli, siamo costretti a percorrere in senso inverso l'erg. Avremo in questo modo vento a favore e sole alle spalle la mattina. Oggi abbiamo conosciuto i nostri "5 angeli custodi" Warzagan, Yaya, Amhadi, Barka, Ema Nak Nak che ci accompagneranno in questa impresa, anche per loro insolita.
Nella serata, dopo un confronto con il capo Tuareg e davanti ad una tazza fumante di tè alla menta, é stato deciso da Stefano di partire alla volta di domani mattina, anticipando di un giorno l'entrata nel deserto.
7 dicembre 2003

Sono 13.30 quando la carovana che accompagna Stefano raggiunge la porta del deserto, lasciata la cittadina di Murzuq.
Warzagan, il capo delle guide tuareg ferma l'auto, Stefano scende, si guarda attorno, si infila le scarpe, saluta e comincia a correre verso il nulla, inoltrandosi dal limite nord-occidentale dell'erg. Warzagan lo guarda incuriosito. "Stefano amidi tenerè", dice. Amidi tenerè, "amico del deserto": è questo il soprannome che gli uomini blu gli hanno dato. Hanno capito subito lo spirito con cui Stefano affronta questa nuova avventura: nessuna sfida, nessun traguardo da tagliare ad ogni costo, solo la voglia di ritrovare quel rapporto viscerale che, da sempre, lega l'uomo all'ambiente che lo circonda. Pochi istanti e Stefano scompare dietro l'orizzonte della prima duna, inghiottito dal deserto. Stefano marcia fino alle 18.50, quando nel Murzuq è calato il buio da un quarto d'ora. In 5 ore e 15 minuti ha percorso oltre 40 Km con un dislivello di circa 800 metri. La serata si conclude al campo, sotto un splendida luna piena. Troppo bella per non dormire all'aperto. Le tende restano vuote.
Ecco le coordinate terrestri del punto di partenza:
LAT NORD: 25° 49' 33,65"
LON EST: 13° 55' 51,19"
Il campo base è stato allestito nella seguente posizione geografica:
LAT NORD 25° 30' 22,87"
LON EST 13° 45' 21,18".
AMIDI' TENERE' saluta tutti.

8 dicembre 2003 Stefano si alza all'alba. Mentre gli uomini blu del deserto fanno colazione con la testa di montone cotta nelle brace durante la notte, si prepara per un'altra giornata da trascorre marciando. Alle 7.39 parte. Alle 13.25 i chilometri totali percorsi sono 79 e Stefano continua a marciare. Intanto il paesaggio si fa sempre più imponente, le dune sempre più alte. Inoltrandoci nel cuore del Murzuq incontriamo numerosi "paleolaghi", laghi preistorici che raccontano di antiche civiltà, di quando il Sahara era un verde savana. Il terreno è letteralmente costellato di reperti giunti intatti fino a noi nel trascorrere dei secoli: punte di freccia, cocchi di vasellame, macine e mortai in pietra: un vero e proprio museo d'arte preistorica in mezzo al nulla. Stefano si ferma alle 18.20. Ha percorso 65 chilometri e un dislivello di circa 1.800 metri. I chilometri totali sono 105 con quelli percorsi domenica pomeriggio.
9 dicembre 2003 Stefano é uno dei primi ad alzarsi insieme con gli amici Tuareg che sorvegliano il campo. La veloce colazione a base di teà e biscotti e subito comincia la sua marcia. Alle 8:00 Stefano é già in cammino. Avvincinandosi al centro del Murzuq il paesaggio diventa sempre più imponente e affascinante. Le dune sono delle vere e proprie montagne che ricordano a Stefano un paesaggio a lui molto familiare e amichevole. I dislivelli che deve affrontare sono sempre più impegnativi. Alle ore 12:30 Stefano ha già percorso 30 Km. Alle 14:10 ha toccato quota 145 Km. Alle 17:15 é l'ora dell'arrivo e Stefano ha superato in totale i primi 160 Km. Secondo le dichiarazioni di Stefano il dislivello totale superato oggi é pari a oltre 2.000 metri. Stefano gode di ottima forma sia fisica che mentale. Lo dimostrano le battute che fa ad ogni incontro con la squadra di supporto ed i sorrisi che dispensa agli amici Tuareg che lo guardano affrontare le dune più impegnative con ammirazione. Il campo base é stato montato nella seguente posizione geografica:
LAT N 24° 52' 17,82"
LON E 12° 56' 09,28".
Siamo all'incirca a metà della corsa quindi siamo proprio in mezzo al deserto del Murzuq.
10 dicembre 2003 Questa è stata senza dubbio la giornata più difficile e faticosa per Stefano. È cominciata con un cambiamento di programma. La guida tuareg Warzagan all'inizio dell'avventura era stato chiaro: i chilometri da fare sono 437. Credeva di dover guidare Stefano lungo la rotta meno impegnativa, quella che presenta minori dislivelli. Poi, con il trascorrere delle ore, si è reso conto che Stefano si "mangiava" una duna dietro l'altra. A questo punto, dopo un veloce consulto con i tuareg, il programma è stato variato. Stefano attraverserà il Murzuq lungo un'altra rotta, di circa 380 chilometri. Non si tratta di una scelta di comodo. La strada è più corta, certo, ma il percorso è decisamente più duro. La nuova rotta prevede infatti il passaggio nel cuore dell'erg, dove le dune sono vere e proprie montagne che costringono Stefano a marciare in salita per 3-4 chilometri consecutivi. È qui che il Murzuq regala i sui paesaggi più emozionanti, uno spettacolo che Stefano non ha voluto perdersi.
Oggi la marcia è cominciata alle 8.10. La mattina è trascorsa senza problemi. Dopo 5 ore, alle 13.10, Stefano ha già percorso 30 chilometri. In totale sono 190. Ma nel deserto l'imprevisto è sempre in agguato. Nel primo pomeriggio, d'improvviso, il Murzuq mostra tutta la forza di uno degli ambienti più inospitali al mondo. D'un tratto si alza il ghibli, il temuto vento sahariano. Soffia in direzione nord-est, proprio in faccia a Stefano, che corre in direzione sud-ovest. La sabbia si insinua ovunque e cancella le tracce dei pneumatici dell'auto di Warzagan, l'unica indicazione per indicare a Stefano la strada da seguire. L'auto e il runner devono per forza stare più vicini.
Intanto un'altra auto accusa la fatica. Si rompe la balestra di un ammortizzatore posteriore del secondo fuoristrada delle carovana. Ci vorrà un'ora e mezza di tempo, ma i tuareg la riparano utilizzando una corda e mezzi di fortuna.
Stefano arriva al campo alle 16.50. Si è "mangiato" altri 50 chilometri. Siamo a 210 totali. Ma è stata la giornata decisamente più impegnativa: sabbia in faccia, vento contrario, un dislivello di oltre 2.000 metri. I piedi di Stefano sono massacrati. Ma lui non si arrende. La traversata continua.
Il campo base é stato montato nella seguente posizione geografica:
LAT N 24° 40' 35,15"
LON E 12° 33' 53,83"
L'altezza sul livello del mare é di 743 m.
11 dicembre 2003 Un altra giornata durissima per Stefano. Non ha dormito benissimo a causa della stanchezza che comincia a farsi sentire e del vento che ha iniziato a soffiare durante la notte. Alle 8:05 comunque Stefano parte. Alle 9:00 l'auto di Warzagan che traccia il percorso si insabbia in un avvallamento tra due dune a causa della scarsa visibilità. Warzagan, Nicola e Simone sono costretti a liberare le gomme spalando sabbia a mani nude per diversi minuti, mentre Angelo riprende la scena. Alla fine riusciamo a partire e a far riprendere la corsa di Stefano che aveva interrotto la marcia per non proseguire da solo lungo il percorso. Alle 10:00, nonostante le condizioni meteorologiche non fossero delle migliori, Stefano ha già percorso 11 Km. Secondo Warzagan, il vento spira ad una velocità di 60 Km orari con punte di 80. Questo crea un fenomeno di sollevamento dela sabbia fine che olstacola la visibilità di Stefano e delle Jeep. I granelli di sabbia diventano "spilli che si conficcano nella pelle". Se entrano negli occhi il dolore é molto intenso. Stefano deve arrancare sulle dune a testa bassa, in alcuni punti senza guardare in avanti. Alle 12:20 Stefano ha già percorso 223 Km che corrispondono a 23 Km di giornata. Per Stefano é arrivato il momento di attingere alle energie mentali. E' questa capacità di trovare nello spirito e nella volontà, oltre che nei muscoli, la forza necessaria per andare avanti che fa di Stefano una persona capace di affrontare una impresa simile. Nei momenti di massimo sforzo Stefano si concentra sul pensiero degli affetti più cari: Barbara, Anna, Giulia e Davide. Alle 14:05, dopo sei ore di marcia, i Km percorsi sono 36. La media oraria é di circa 6 Km, davvero impressionante considerate le condizioni meteorologiche estreme.
Nel primo pomeriggio un falco volteggia nel cielo e per qualche istante accompagna Stefano nella sua corsa. Il vento nel frattempo ha aumentato la sua intensità. Il cielo carico di sabbia assume il colore delle dune e la linea dell'orizzonte sparisce. Nel giro di pochi minuti, le tracce lasciate sulla sabbia dalle vetture e da Stefano vengono ricoperte. Alle 15:50 la tempesta di sabbia costringe Stefano ad interrompere la marcia. I Km totali percorsi sono 255 e i Km percorsi oggi sono 45 con un dislivello di circa 1.700 metri.
Il campo base viene attrezzato nella seguente posizione:
LAT N 24° 29' 05,54"
LON E 12° 18' 34,82"
L'altezza sul livello del mare é di 846 metri.
Stefano ringrazia tutte le persone che gli sono vicine e che seguono questa avventura.
Mentre stiamo aggiornando questa pagina Stefano si dedica alla cura dei piedi che cominciano a manifestare i primi problemi di vesciche che procurano dolore durante la marcia.
12 dicembre 2003 Dopo cinque giorni e mezzo di marcia, la mattina comincia malissimo per Stefano. Quando è già in cammino Warzagan si accorge che il suo fuoristrada ha un problema allo spinterogeno. I tuareg si mettono al lavoro per ripararlo. Il loro banco di lavoro è la sabbia del deserto. Intanto Stefano è già avanzato di qualche chilometro. Dopo 45 minuti "Amidi tenerè" è costretto a tornare al campo base seguendo a ritroso le sue tracce. Ha percorso inutilmente 7 chilometri. Si decide di mandare avanti il fuoristrada di Yaya. A bordo sale anche il video reporter Angelo Modina, che riprende Stefano nella sua impresa. Le sue telecamere, nonostante la sabbia finissima che si infila ovunque, continuano a fare il loro dovere. Intanto Warzagan smonta e rimonta lo spinterogeno. Poco dopo le 10 l'auto con Warzagan, Simone e Nicola riparte. Alle 11.20 la carovana si riunisce. La giornata è splendida, ma fredda. Stefano continua imperterrito. Man mano che somma chilometro a chilometro i tuareg lo guardano con ammirazione crescente. Nei loro commenti ricorre l'espressione "rajil cra". Ne chiediamo il significato a Michele, il nostro giovane interprete. "Uomo che corre", dice. È così che gli "uomini blu" del Sahara chiamano questo europeo che è sempre più vicino alla riuscita di un'impresa alla quale mai avrebbero immaginato di assistere. Stefano attraversa paesaggi da favola. I suoi piedi calcano il fondo di laghi immensi prosciugati migliaia di anni fa, dove, come per magia, sono conservati reperti di antiche civiltà, punte di freccia, amigdale, cocci di vasellame finemente lavorati, macine in pietra. Chiudi gli occhi e sembra di sentire il vocio delle nostre antenate che macinano il grano. Alle 17.30 Stefano conclude il suo quinto giorno e mezzo di fatica. Ha percorso più di 62 chilometri superando un dislivello totale di circa 1.800 metri. Ne mancano una quarantina alla meta, il Col d'Anay. Il sogno di Stefano, essere il primo uomo al mondo ad attraversare il Murzuq a piedi, sta per diventare realtà.
Il campo base viene attrezzato nella seguente posizione:
LAT N 24° 22' 54,61"
LON E 11° 54' 52,41"
L'altezza sul livello del mare é di 929 metri. La temperatura alle 21:00 é di circa 8 °C.
13 dicembre 2003 Stefano ce l'ha fatta. Oggi alle 16.20 è giunto al Col d'Anay, la profonda spaccatura nella catena montuosa del Messak, la porta d'ingresso sud occidentale dell'erg del Murzuq. Stefano è il primo uomo al mondo ad averlo attraversato a piedi. Ce l'ha fatta nonostante l'immensità del territorio da attraversare, nonostante le tempeste di sabbia che ha incontrato sul cammino, nonostante i pronostici delle guide tuareg che lo hanno accompagnato. "Questo è pazzo: corre un giorno e poi sale in macchina. Non può farcela", diceva Warzagan, il capo spedizione, quando, domenica 7, Stefano era entrato nell'erg dalla cittadina di Murzuq. Stefano ha smentito anche lui, uno che conosce il Murzuq come nessun altro al mondo. L'ultima giornata di marcia è iniziata come sempre di buon ora. Alle 8 in punto Stefano è già in cammino. Nelle gambe ha già 302 chilometri, molti dei quali percorsi in condizioni difficilissime, tra tempeste di vento e dune altissime, vere e proprie montagne di sabbia. Il dislivello superato finora è almeno di 10mila metri. Diventerà ancora maggiore a fine giornata. "Rajil cra", l'uomo che corre, va come un treno. Supera una duna dietro l'altra. Quando il terreno lo consente, come il fondo degli antichi laghi ormai prosciugati, corre. Alle 13 in punto, dopo meno di 6 giorni di marcia (precisamente dopo 5 giorni, 23 ore e qualche minuto), Stefano raggiunge il limite sud occidentale del Murzuq. Il deserto è superato. Ma lui non è ancora contento. "Mi ero ripromesso di arrivare al Col d'Anay e voglio farlo". La marcia continua. Le fuoristrada dei tuareg, intanto, raggiungono lo scure rocce basaltiche che segnano l'inizio della catena montuosa del Messak. È qui che gli altri componenti della spedizione aspetteranno Stefano per festeggiarlo. Gli ultimi chilometri presentano un fondo massacrante: una distesa sterminata di pietre appuntite sulle quali risulta difficile camminare, figuriamoci correre. Alle 16.20 Stefano arriva alla meta. Oggi ha percorso 52 chilometri superando un dislivello totale di circa 1.200 metri.
La tensione e la fatica accumulate in sei giorni di marcia si stemperano in un abbraccio collettivo. Il primo a complimentarsi è l'amico d'infanzia Nicola Bartesaghi, che nel corso della spedizione ha curato logistica e collegamenti satellitari. Poi è la volta di Angelo e Simone. "Bravo Stefano", gridano gli amici tuareg. "Complimenti", ripete l'assessore provinciale allo Sport Alessandro Sala, al quale viene comunicata con il satellitare la riuscita dell'impresa. Dopo l'arrivo è il momento delle foto di rito, poi la carovana infila il passaggio del Col d'Anay. Anche Stefano, che fino a quel momento non avena neppure toccato un fuoristrada, sale in macchina. Il suo sguardo punta verso le ultime del Murzuq, che si stagliano in lontananza all'orizzonte di una splendida giornata di sole. Su quelle dune Stefano lascia un po' di se stesso, ma porta con sé il ricordo indelebile di un'impresa mai riuscita a nessun altro.
Stefano ringrazia tutti gli sponsor che hanno creduto e sostenuto questo progetto, i familiari, gli amici e i conoscenti che gli sono stati vicini.

Stefano Miglietti all'arrivo
Stefano Miglietti ed il gruppo
14 dicembre 2003 --
15 dicembre 2003 --
16 dicembre 2003

Innanzitutto ci scusiamo se per due giorni non avete ricevuto nostre notizie. Siamo stati impegnati nel trasferimento dal Col D'Anay a Germa ed eravamo privi del telefono satellitare. L'abbiamo restituito al legittimo proprietario, un amico Tuareg, dopo che il nostro era stato requisito in aeroporto dalle Autorità.
Il trasferimento é stato lungo e abbiamo impiegato circa 2 giorni di viaggio con le Jeep.
Stamattina abbiamo fatto il trasferimento interno da Germa a Sebha sempre con le Jeep, accompagnati da Warzagan, la nostra guida Tuareg. A Sebha abbiamo preso l'aereo (un raro esemplare di Antonov di circa 40 anni!!!) e ci siamo spostati a Tripoli. Ora siamo alloggiati in albergo e il nostro rientro in Italia é previsto per domani. Atterreremo a Linate (MI) alle ore 14:00 circa. Un cordiale saluto a tutti da parte di Stefano e da tutto lo staff: Nicola, Angelo e Simone.
Stefano sta bene e le sue vesciche ai piedi sono in fase di sparizione.
E' stata una esperienza davvero indimenticabile!!!
Lasciamo spazio alle immagini.
Stefano Miglietti - discesa duna Murzuq Discesa da una duna
Murzuq - dune di notte Il deserto di notte, illuminato dalla luna
Murzuq - Barka il cuoco Barka, il nostro cuoco Tuareg
Murzuq - duna di giorno Le dune di giorno
Stefano Miglietti - Murzuq Stefano sorridente

17 dicembre 2003 --